Contabilizzare le valute estere: applicare correttamente i corsi AFC e UDSC
Una fattura in euro, un accredito in franchi e in mezzo un altro corso: come convertire correttamente le valute estere per la contabilità e l'IVA e registrare in modo pulito le differenze di cambio.
12 ottobre 20267 min di lettura

Molte PMI svizzere acquistano software in dollari, si riforniscono di merce nella zona euro o fatturano in euro a clienti in Germania. Per la contabilità e per l'IVA questi importi vanno convertiti in franchi. Quale corso applicare è chiaramente disciplinato, ma spesso viene applicato in modo errato.
Due livelli: contabilità e IVA
Il Codice delle obbligazioni prescrive che la contabilità sia tenuta in moneta nazionale o nella valuta essenziale per l'attività dell'impresa. Se il conto annuale non è allestito in franchi, i valori vanno indicati anche in franchi e i corsi di conversione utilizzati vanno esposti nell'allegato (art. 957a e 958d CO). Per la maggior parte delle PMI la valuta contabile è il franco e le operazioni in valuta estera vengono convertite.
L'IVA si conteggia sempre in franchi. Qui l'art. 45 dell'ordinanza concernente l'imposta sul valore aggiunto (OIVA) stabilisce con precisione quale corso utilizzare.
La regola IVA: corso medio mensile o corso del giorno
Per convertire controprestazioni in valuta estera può scegliere tra:
- il corso medio mensile pubblicato dall'AFC oppure
- il corso del giorno per la vendita di divise.
Le imprese che fanno parte di un gruppo possono invece utilizzare il corso di conversione del gruppo. Il metodo scelto va mantenuto per almeno un periodo fiscale. Per le valute per le quali l'AFC non pubblica alcun corso vale il corso del giorno (vendita di divise) pubblicato da una banca svizzera.
Fa stato il momento in cui sorge il credito fiscale. Chi allestisce il rendiconto secondo le controprestazioni convenute, ed è il caso normale, utilizza per le fatture emesse la data della fattura. Per l'imposta precedente fa stato il momento in cui sorge il diritto alla deduzione, cioè, con le controprestazioni convenute, la ricezione della fattura.
Se una prestazione è conteggiata in valuta estera dipende dalla fattura, non dal pagamento. Una fattura in euro resta una controprestazione in valuta estera anche se il cliente paga in franchi.
Dove trovare i corsi?
I corsi del giorno sono trasmessi dall'Ufficio federale dell'imposizione doganale e della sicurezza dei confini (UDSC) e sono consultabili sulla pagina dei corsi dell'UDSC. Sono disponibili dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi, al più tardi dalle ore 13. Se il corso del giorno non è ancora pubblicato, si può utilizzare l'ultimo corso del giorno rilevato.
Il corso medio mensile corrisponde alla media dei corsi del giorno dal 25 di un mese al 24 del mese successivo. Viene pubblicato il 25 e vale per il mese civile seguente. Per ottobre 2026, per esempio, il corso medio mensile IVA è di 0.9507 franchi per un euro e di 0.8218 franchi per un dollaro americano.
| Tipo di corso | Fonte | Utilizzo |
|---|---|---|
| Corso del giorno vendita di divise | UDSC, tramite AFC | IVA, a scelta |
| Corso medio mensile | AFC, sulla base dei corsi del giorno UDSC | IVA, a scelta |
| Corso del gruppo | proprio gruppo | IVA, solo società di un gruppo |
| Liste dei corsi imposta federale diretta | AFC | conversione di redditi e sostanza rilevanti ai fini fiscali, corsi di fine anno |
Per le imposte dirette l'AFC pubblica liste di corsi proprie, tra cui i corsi medi annuali e i corsi al 31 dicembre. Servono tra l'altro a convertire in franchi redditi e sostanza.
Esempio: fattura in euro a un cliente svizzero
Uno studio d'ingegneria zurighese allestisce il rendiconto secondo il metodo effettivo e con i corsi medi mensili. Il 15 ottobre 2026 fattura a un cliente svizzero EUR 5'000 più l'8,1% di IVA, in totale EUR 5'405.
Conversione con il corso medio mensile di ottobre (0.9507):
| Voce | EUR | CHF |
|---|---|---|
| Onorario netto | 5'000.00 | 4'753.50 |
| IVA 8,1% | 405.00 | 385.03 |
| Totale credito | 5'405.00 | 5'138.53 |
Il credito viene registrato con CHF 5'138.53, di cui CHF 385.03 come IVA dovuta.
Il 14 novembre il cliente paga. La banca accredita l'importo in euro al proprio corso, ipotizzato a 0.9450, pari a CHF 5'107.72. La differenza di CHF 30.81 è una perdita di cambio e viene registrata come costo finanziario. L'IVA resta invariata a CHF 385.03, perché si determina in base al corso del momento in cui è sorto il credito fiscale, non in base al successivo incasso.
Esempio: imposta precedente da una fattura in euro
Anche le fatture ricevute in valuta estera vanno convertite ai fini dell'imposta precedente. L'art. 58 OIVA rimanda alle stesse regole applicabili alle cifre d'affari.
Il 20 ottobre 2026 un fornitore svizzero fattura allo studio d'ingegneria EUR 2'000 più l'8,1% di IVA, cioè EUR 2'162. Con il corso medio mensile di ottobre di 0.9507 risulta:
| Voce | EUR | CHF |
|---|---|---|
| Prestazione netta | 2'000.00 | 1'901.40 |
| Imposta precedente 8,1% | 162.00 | 154.01 |
| Totale | 2'162.00 | 2'055.41 |
L'imposta precedente di CHF 154.01 viene fatta valere nel rendiconto IVA del quarto trimestre. Se lo studio paga la fattura più tardi a un altro corso, nasce di nuovo una differenza di cambio, da registrare come ricavo o costo finanziario. L'imposta precedente resta invariata.
Registrare correttamente le differenze di cambio
- Le differenze di cambio realizzate nascono all'incasso o al pagamento di una fattura del fornitore. Vanno registrate nei ricavi o nei costi finanziari.
- I conti in valuta estera (per esempio un conto bancario in EUR) vengono tenuti al corso della singola registrazione. A fine mese o a fine anno si adegua il controvalore in franchi.
- Nessuna IVA sulle differenze di cambio: non modificano la controprestazione determinante per l'IVA.
Valutazione alla data di chiusura del bilancio
A fine anno nel bilancio figurano spesso ancora crediti, debiti o averi bancari in valuta estera. Nella prassi vengono valutati al corso della data di chiusura del bilancio. Vale il principio della prudenza nella valutazione (art. 960 CO): se vi sono indizi concreti di una sopravvalutazione degli attivi, i valori vanno verificati e adeguati. Come trattare gli utili di cambio non realizzati è bene stabilirlo con la sua fiduciaria e applicarlo poi allo stesso modo ogni anno, perché la legge esige la costanza dei criteri di presentazione e di valutazione.
Errori frequenti
- Corso bancario invece del corso AFC per l'IVA: per l'IVA valgono i corsi AFC, rispettivamente il corso del giorno per la vendita di divise. Il corso della sua banca è ammesso solo se l'AFC non pubblica alcun corso per quella valuta.
- Cambiare metodo a metà anno: il corso medio mensile o il corso del giorno vanno mantenuti per almeno un periodo fiscale.
- Differenza di cambio come cifra d'affari: gli utili di cambio non sono cifra d'affari né una prestazione soggetta all'IVA.
- Data del pagamento invece della data della fattura: con il rendiconto secondo le controprestazioni convenute fa stato la data della fattura.
- Imposta precedente in valuta estera convertita in modo errato: anche per l'imposta precedente l'art. 45 OIVA si applica per analogia (art. 58 OIVA).
Lista di controllo pratica
- Stabilire il metodo, corso medio mensile o corso del giorno, e documentarlo.
- Prendere i corsi dalla fonte ufficiale, non da siti web qualsiasi.
- Registrare le fatture in valuta estera con importo originale, corso e importo in franchi.
- Registrare separatamente le differenze di cambio al momento dell'incasso.
- Valutare i conti in valuta estera almeno a fine anno.
- Per le società di un gruppo: applicare il corso del gruppo in modo uniforme a tutte le prestazioni.
Un software di contabilità può occuparsi di gran parte di questi passi. In Buchsnap i giustificativi in valuta estera vengono convertiti con il corso scelto, l'importo originale resta visibile e le differenze di cambio all'incasso vengono proposte come registrazione separata.
Aggiornato a: ottobre 2026. Questo articolo non sostituisce una consulenza individuale.
Domande frequenti
Quale tasso di cambio devo usare per l'IVA?
A scelta, il corso medio mensile pubblicato dall'AFC oppure il corso del giorno per la vendita di divise (art. 45 OIVA). Le società di un gruppo possono usare il corso di conversione del gruppo. Il metodo scelto vale per almeno un periodo fiscale.
Dove trovo i corsi del giorno ufficiali?
I corsi del giorno sono trasmessi dall'UDSC e pubblicati sulla sua pagina dei corsi, dal lunedì al venerdì al più tardi dalle ore 13. L'AFC rimanda a questi corsi nella sua pagina dedicata ai corsi delle valute estere per l'IVA.
Come si calcola il corso medio mensile?
Corrisponde alla media dei corsi del giorno dal 25 di un mese al 24 del mese successivo. Viene pubblicato il 25 e può essere applicato dall'inizio del mese seguente.
Sugli utili di cambio è dovuta l'IVA?
No. Le differenze di cambio nascono al momento del pagamento e non modificano la controprestazione determinante per l'IVA. Si registrano come ricavi o costi finanziari.
Quale data fa stato per la conversione?
Il momento in cui sorge il credito fiscale. Con il consueto rendiconto secondo le controprestazioni convenute, per le fatture emesse è la data della fattura, per l'imposta precedente la ricezione della fattura.
Cosa vale per le valute senza corso AFC?
In tal caso fa stato il corso del giorno pubblicato da una banca svizzera per la vendita di divise.
Fonti
- AFC: Fremdwährungskurse MWST (corsi delle valute estere per l'IVA)
- AFC: Tageskurse MWST (corsi del giorno per l'IVA)
- AFC: Fremdwährungskurse ESTV (corsi delle valute estere AFC per l'IVA e l'imposta federale diretta)
- UDSC: Devisenkurse (corsi delle divise)
- Fedlex: Ordinanza concernente l'imposta sul valore aggiunto, art. 45 e 58 OIVA
- Fedlex: Legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto, art. 40 LIVA
- Fedlex: Codice delle obbligazioni, art. 957a, 958c, 958d e 960 CO
- #Valuta estera
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